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No Governo Prelievo

Il Governo ha di fatto legato le mani all’Inpgi che, nonostante le sue intenzioni, non può mettere le mani nelle tasche dei giornalisti pensionati con il ricorso al prelievo forzoso, eufemisticamente ribattezzato contributo di solidarietà, e da quasi 4 mesi bloccato dai ministeri vigilianti (economia e lavoro). Inspiegabilmente è passato sotto silenzio un odg ad hoc varato il 3 novembre us in commissione lavoro al Senato e accolto a nome del ministero Renzi dal sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova. Il documento contiene alcuni indirizzi vincolanti per completare entro il prossimo anno la riforma del sistema previdenziale. Fra l’altro, si esprime un chiaro e secco a eventuali tagli delle pensioni, al freno perenne della perequazione, e alle ipotesi di un loro integrale ricalcolo con il regime contributivo. Nonostante il linguaggio per iniziati, eloquente è il passaggio dell’odg dove si raccomanda di rispettare “ le regole vigenti per coloro che già sono titolari di prestazione previdenziale o sono prossimi a conseguirla nel nome del principio per cui ogni cambiamenti deve potenzialmente consentire al cittadino un recupero operoso di reddito, come evidenziato dalla giurisprudenza costituzionale. Esplicito il riferimento all’art. 36 della Carta (la pensione è una retribuzione differita) e all’art. 38 (l’adeguatezza…).

L’Inpgi, benché ente privatizzato, si è sempre regolato sia in base allo statuto sia in base ai regolamenti alle misure previdenziali decise dal Governo. Negli anni, si è sempre uniformato al blocco delle indicizzazioni nonostante  i molti dubbi di legittimità sollevati.

Alla luce delle ultime novità, appare improbabile che i ministeri vigilanti possano dare disco verde alla delibera che autorizza la riduzione dei pensioni.