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ASSEMBLEA GENERALE DEI GIORNALISTI PENSIONATI DI ROMA

Alla Direzione generale del Ministero dell’Economia Alla  Direzione generale del Ministero del  Lavoro

OGGETTO: diffida ai ministeri vigilanti (ministero del  lavoro e ministero dell’economia) ad approvare la delibera INPGI n. 24 del  27/7/2015 riguardante anche il prelievo forzoso (cosiddetto contributo di  solidarietà) sulle pensioni in essere dei giornalisti perché affetto da plateali  violazioni di legge

I giornalisti pensionati di Roma, riunitisi in Assemblea  martedì 7 ottobre 2015 nella sede della Federazione della Stampa Nazionale in  Roma, Corso Vittorio Emanuele II n. 349, al termine di un ampio e approfondito  dibattito, ha approvato il seguente  documento:

“Preso atto dell’attuale situazione dell’INPGI e delle  decisioni adottate nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 27 luglio  u.s. riguardanti la riduzione forzosa delle pensioni dei giornalisti italiani  (peraltro, effettuata senza considerare le differenze contributive alla base  della loro composizione) ne contesta i contenuti per plateali violazioni di  legge e per vizi di legittimità alla luce delle seguenti  considerazioni:

1.       La  decisione è arbitraria, perché l’INPGI non ne ha titolo in quanto il suo compito  è di pagare le pensioni e non di tagliarle, sostituendosi in tal modo al  legislatore; perché senza autorizzazione legislativa a monte; e perché in  contrasto con gli art. 3 e 53 della Costituzione (sentenza Consulta  2013);

2.       L’imposizione  non ha tenuto conto, altresì, del fatto che a partire dal 2011 i pensionati  INPGI sono soggetti al blocco della perequazione con effetti dannosi, attuali ed  emergenti, che hanno consentito all’Istituto di risparmiare sulla erogazione  delle pensioni incamerando – ad oggi - circa 20 milioni di euro; peraltro, un  blocco di dubbia legittimità

3.       Dal  1° gennaio 2014 circa mille giornalisti pensionati di tutta Italia sono già  soggetti al taglio delle pensioni sopra i 91.250 euro lordi annui, in base alla  Legge 147/2013: tale legge resterà in vigore fino al 31/12/2016 mentre l’INPGI,  arbitrariamente, con la delibera in questione ne ha stabilito il prolungamento  fino al 31/12/2021, con ciò sostituendosi illegittimamente a Governo e  Parlamento;

4.       Per  risanare il bilancio dell’Istituto, nel corso degli anni passati il Consiglio di  Amministrazione dell’INPGI avrebbe dovuto e potuto trovare strade alternative,  quali in particolare:

a.       Chiedere  al Governo e al Parlamento di sgravare interamente l’Istituto dai compiti  assistenziali ad esso assegnati e diligentemente svolti, separando la funzione  previdenziale da quella assistenziale (che nel solo 2014 ha rappresentato un  onere di oltre 40 milioni di euro per le sue casse), oltre ad una  revisione della anomala e squilibrata  tassazione in vigore che strangola l’INPGI;

b.      Avviare  un’azione sistematica, sull’intero territorio nazionale, volta al recupero dei  contributi INPGI dovuti dagli oltre 15 mila giornalisti oggi impiegati negli  Uffici Stampa di soggetti pubblici e privati, che rappresentano una  rilevantissima perdita di introiti per l’Istituto  stesso.

L’Assemblea dei giornalisti pensionati di Roma segnala  con diffida queste plateali violazioni di legge e tali arbitrarie decisioni del  Consiglio di Amministrazione dell’INPGI ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia,  incaricati di verificare sotto il profilo normativo e legale la Delibera n. 24  assunta dal Consiglio il 27 luglio 2015.

L’Assemblea dei giornalisti pensionati di Roma, per i  motivi sopra menzionati, chiederà all’INPGI l’immediato ritiro in autotutela  della Delibera n. 24 del 27 luglio 2015, considerandola non conforme al quadro  costituzionale e in aperto contrasto con la legge istitutiva e lo Statuto  dell’Istituto”.

Roma 8 ottobre 2015